Passando dinanzi ad uno specchio vi si guardarono insieme e sorrisero di questa muta e significativa intelligenza da innamorati: la marchesa arrossì leggermente come sorpresa.

Si strinsero la mano.

— Ci andrete?

— Sì.

— Vi aspetto egualmente all'Assise: la seduta comincerà alle undici.

— Superbo!

— Sia: voglio costringervi ad applaudirmi; sarò meno brutto allora, aggiunse con malinconia.

E, saettandole un ultimo sguardo, fuggì.

— Zisa! chiamò la marchesa aprendo un usciuolo invisibile nella tappezzeria.

Comparve la mora.