— Tu le vuoi bene, soggiunse con lieve rossore: impediscile questa passeggiata, che la renderà lo zimbello della maldicenza. In provincia certe cose non sono permesse. Ho ragione, Mimy? Ella è tua amica: devi salvarla.
Questa insistenza sfacciata non la commosse. Del Pino ed Elisa, un appuntamento amoroso, una vendetta di lei per punirla della sua viltà con Giorgio — ecco la calamita che le attraeva irresistibilmente l'animo in quel punto. Aver tanto amato, tanto sofferto e sentirsi di un colpo frangere tra le mani la corda delle speranze ritorta di tanti sogni e di tanti dolori! Non essere più nulla, ricadere nella volgarità della vita maritale, non essere, per tutta l'esistenza, che la moglie di Carlo l'avvocato!..
Tentò invano di resistere a quel flusso di amarezze, ne fu travolta, scoppiò in pianto torcendosi le mani nella più straziante disperazione. Piangeva così impetuosamente che i singhiozzi le facevano groppo alla gola: respirava a stento. Volle levarsi per fuggire, ma le mancarono le forze, e allora appoggiando la fronte sul tavolo se la cinse col braccio.
Carlo sbigottì stimandosi scoperto, e per riparare il mal fatto le appressò ancor più la sedia:
— Ma Mimy, sei proprio pazza per affliggertene così: non credevo di offenderti... Tu sei la sua amica e potevi giovarle; del resto, quella donna non l'amo e non l'ho mai amata. Dio! non piangere, sarò sempre il tuo Carlo, e tu sei la mia Mimy: non è vero che ci vogliamo bene? E cercava di tirarsela contro. Vada pure a spasso col marchese, s'innamorino, a me non ne importa nulla.
— Lo so, balbettò inintelligibilmente levando il volto rosso dalle lagrime: andate, andate.
— Via, non piangere, non l'ho fatto apposta.
— Andate, ripeteva esacerbata dal ridicolo di quella situazione, e poichè egli non capiva si alzò risolutamente e lo respinse; egli cedette finalmente, e Mimy ricadde sulla sedia.
Rimase così lungo tempo e pianse, pianse... Poi si terse gli occhi colla triste rassegnazione dell'abbattimento, passò per tutti i gradi della rassegnazione, assaporò tutti gli spasimi della gelosia che si conosce senza diritti, si punse a tutte le spine del disinganno: tradita, delusa! perdere anche Elisa. Pianse nuovamente, inconsolabilmente: pensò le cose più bizzarre, divagò nelle astrazioni più lontane, ma sempre ritornava alla marchesa e le lagrime le si riaffacciavano agli occhi.
Volgendo attonitamente intorno la faccia si accorse di non essere sola: Giulietta la spiava da molto tempo, colla fisonomia piangente.