Erano le prime lagrime della sua vita, ma non gli furono un refrigerio alla maledetta arsura dell'anima: guardò ancora le finestre; poi finalmente se ne distolse imprecando. Povero Carlo! quelle poche ore gli avevano devastata la vita come un uragano devasta una bella pianura di orti e di vigneti, ma se la pianura ridiventa bella alla nuova stagione, egli forse non avrebbe mai più potuto dopo quella tempesta ritornare l'uomo calmo e forte di prima.
CAPITOLO VI
Quale influenza avrà un mazzo di fiori in un gabinetto, massimamente d'inverno, sopra una signora che respirandone il profumo senta l'uomo da lungo tempo simpatico parlarle d'amore? Certo queste due voluttà si mesceranno rinvigorendosi, e il linguaggio odoroso dei fiori servirà d'interprete al linguaggio dell'amore. Per me credo che la tappezzeria, i mobili, la luce, il lusso, la fisonomia di una stanza, un libro aperto, un periodo letto a metà, una immagine traveduta spiando lo specchio, un'eco raccolta in una parola, un'aria che si risveglia guardando il pianoforte entrino per assai nella seduzione di una donna. La pianta dell'amore non ispunta in terreno incolto, e perchè il cuore della donna sia fecondato bisogna che la rugiada lo bagni prima che soffi il vento e s'alzi il sole.
Ha ancora meno spirito di un marito l'amante che non conosce la propria insufficienza.
La donna è essenzialmente religiosa: tutto ciò che non è divino è nulla per lei — bisogna quindi crearle un mondo nel mondo ed esserne il Dio per imporle l'enorme sacrificio di amarvi.
Contro Isocrate. Avvertimenti morali a Demonio.
Ottone di Banzole.
La mattinata era bella.
La neve caduta come un immenso mantello, che si fosse rotto fra gli alberi e sulle siepi, dava alla campagna un aspetto di desolata uniformità. Le sue case più distanti in quell'abbandono e senza verde intorno diventavano come incomprensibili — perchè abitare in quel paesaggio senza vita? Appena qualche esile colonna di fumo uscendo dai camini tremolava lievemente sui tetti, mentre un altro vapore più denso e più grasso alitava dai concimi, e i pagliai di un giallo dorato, più vivo, tra tutto quel candore sembravano cedere sotto il peso del loro elmo d'argento. Nessun rumore, nessuna attività: tratto tratto un ramo aiutato dal sole invisibile si rialzava scrollando la neve, come un cane che esca dall'acqua, o un uccello passava pigolando per la fame, spaventato dallo scoppio di un archibugio lontano.