Tutto era bianco nella stretta pianura, all'infuori di un abete o di una spalliera di mortella intorno a qualche casino abbandonato; ma sulla collina di San Michele, antico e vasto convento, una folla d'alberi brulli e frondosi rompeva per largo tratto il niveo tappeto, facendovi come una macchia. Non un sentiero era scoperto sui monti.
Avvolto in un ampio mantello, che cadeva in bei panneggiamenti, e calzando grossi stivali, Carlo usciva da Porta Castiglione, che suonavano le nove: sulla soglia della porta la neve s'era disciolta in una limacciosa pozzanghera impressa di orme e rigata da rotaia, ma al di là della strada di circonvallazione, l'altra della collina non era aperta se non da una stretta pista che smarrivasi dopo un centinaio di passi in un solco sudicio su quel candore — l'orma degli uomini nella natura!
Perchè venire a piedi non invitato a quel convegno? Che cosa ne penserebbero gli altri due?
Non vi aveva riflettuto.
Levatosi di buon mattino, s'era vestito da campagna dimenticando la seduta dell'Assisie, e avvoltosi nel mantello, quasi per uscire immediatamente, aveva invece egli stesso acceso il caminetto. Si sentiva stanco.
Non osò presentarsi a Mimy, temendo egualmente le sue domande e il suo silenzio; colpevole in faccia a sè stesso ed a lei, gli parve gran cosa di evitarla per meglio dimenticare. Adesso andava ripensando la scena della notte.
Giunse presto ove la strada si biforcava, da una parte svoltando verso San Michele e dall'altra proseguendo in serpeggiamenti su per la collina. Si fermò: avevano a passare di lì.
Attese un pezzo, poi guardò l'orologio: le nove e tre quarti.
Cominciava quasi a pentirsi di essere venuto, ma per cansare possibilmente il ridicolo di aspettarli, si disse che vedendoli muoverebbe loro incontro, come di ritorno in città da una passeggiata — forse da questo buco non l'avrebbe scappata, ma una scappatoia c'era. Stava immobile guardando, ascoltando. L'anima gli tremava, mentre il pensiero ritornando, malgrado tutti gli sforzi della volontà, ai dolori della notte li ridestava uno ad uno. Aspettare, sempre aspettare, e aspettare forse inutilmente!
Aspettava da venti anni.