— Quasi! balbettò inoltrandosi e guardandosi intorno colla meraviglia del villano che entra la prima volta in un tempio.
— Sulema, disse la marchesa alla cameriera, ravvoltola il tuo manto e fanne un sedile: qui. Sulema, scostati. Sedete dunque; davvero che se durate ancora in questo stupore, mi farete pentire di avervi ricevuto nel mio gabinetto.
— Perchè non piuttosto nel vostro paradiso?
— Sentiamo: perchè venite con tanta premura a sorprendermi nell'ora del bagno? Avete qualche notizia importante o qualche nuovo rimprovero? A proposito, e la vostra bella rea?
— Condannata.
— Nel capo?
— Avete dunque perduto?
— E lo debbo a voi: voi mi avete insegnato a perdere le mie cause.
— Cosichè mi odierete ferocemente; e la bella donna volgendosi sul fianco veniva quasi a porgli il seno sul capo. Eppure non avete trovato finora una donna di me più generosa. Sono bella: vi permetto di dirmelo, di amarmi; mi lascio corteggiare, vi lascio essere geloso, vi ricevo come non ho mai ricevuto nessuno...