L'avvocato strabiliò: ma ella lo fissava con tanta potenza, che si levò: non osava, ed ella fredda al pari di una statua non arrossiva, non trepidava, coll'occhio immobile del serpe attirandolo irresistibilmente. — Si curvò, si curvò lentamente, si curvò ancora su quel viso inerte, su quell'occhio luminoso, inflessibile... oh, era un bacio impossibile! Pure seguitò a curvarsi sulla bocca... non un alito, un fremito — allora chiuse gli occhi da disperato ed avventossi ad un bacio come chi si lanci nel vuoto.

Ma in tale positura gli mancò un piede e cadde quasi sulla marchesa: potè rattenersi, e volgendosi al rumore delle catene agitate si vide dietro Zisa pronta a sostenerlo o a strapparlo dal letto.

La mora aveva gli occhi fiammeggianti.

— Non avete cuore, gli disse la marchesa respingendo la schiava con un'occhiata; un bacio sulla bocca! e non avete capito che vi era infinitamente più amore nell'altro di Zisa sul piede, e che un innamorato posto così alla prova doveva preferire l'amarezza di non baciare alla volgarità di ripetere il bacio di altri? Non intendete la poesia del dolore e non sarete mai che un mediocre voluttuoso. Bisognava baciarmi cogli occhi, offrirmi una lagrima; temevate che non vi comprendessi?

Carlo spalancò gli occhi.

— Oh spieghiamoci, ella proseguiva animandosi: me lo avete chiesto con ragione. È impossibile, non sarete mai il mio amante: voi non siete che sensuale e io sono voluttuosa: io voglio la bellezza, le voluttà raffinate dei poeti, lo splendore del lusso, l'ebbrezza della febbre... Il mio amante dovrebbe offrirmi tutto ciò, incoronarmi di fiori e pungermi di spine, essere bello, genio, forse pazzo, forse anche cattivo, e voi non lo siete — ringraziatene il cielo. Le mie donne, guardatele; sono belle come statue greche: voi me le rimproverate: non ci intenderemo giammai. L'amore, come lo concepisco io, non ha nè oscenità nè pudore, perchè la sua voluttà purifica quanto il fuoco, e nella sua armonia si perde ogni dissonanza. Se amassi un uomo raddoppierei il numero delle mie donne e gliele offrirei come un mazzo di fiori, egualmente beata, si compiacesse egli nell'ultima ancella o nella prima sacerdotessa del tempio. Queste parole vi sembreranno pazze — e vi sembrino. Stranieri di due mondi, ci siamo incontrati a caso, abbiamo creduto di poterci accompagnare e invece ci dividiamo stranieri; però dividiamoci amici. Soffiate sui vostri sogni come sulla polvere caduta sopra un cameo e conservate netto il cameo della vostra ragione. Partirò, mi dimenticherete e tutto sarà finito.

— No.

— Illusioni!

— Vi amo.

— Parole di amore, aria ricamata!