— Addio, e gli tese la mano; perdonatemi di avervi ricevuto così.
— Questa è la freccia del Parto.
— Che non vi ucciderà.
Carlo non poteva rassegnarsi a partire. Più ella gli mostrava l'impossibilità del loro amore, più vi si ostinava colla testardaggine delle passioni, che attaccate di fronte raddoppiano le forze nella resistenza. In questa tirata sull'amore non aveva tutto capito, ma quell'idealismo della voluttà non gli era passato invano sull'anima. Solitario e robusto abete alpino sentendosi fra le frondi use ai veli ricamati della brina una folata di profumi involati ad una palma, gli sembrava di destarsi dalla propria vita gelata a non so quale altra vita.... Quei tiepidi ed incogniti olezzi erano pur deliziosi! Qual cielo sorrideva sul capo della pianta felice, che li esalava? Quali uccelli facevano il nido fra le sue foglie e vi si davano appuntamenti amorosi? L'abete palpitava, ma laggiù nel deserto la palma incoronata di sole, avvolta negli odori, non pensava che a sè stessa o ad un'altra palma....
Era oppresso, si sentiva mancare il respiro.
— Sir Charles.
— Milady.
— Mi perdonate? e la voluttuosa guardandolo languidamente stiravasi nel manto, come una leonessa al sole aspettando il leone.
— Dunque addio: egli dava la mano per invitarlo a sorgere.
Egli ubbidiva.