Ella quietò Mimy con un sorriso di superiorità, ed avanzandosi verso di lui con passo solenne:

— Ho bisogno di parlarvi seriamente: concedetemi un quarto d'ora.

Carlo guardava la moglie, questa, per disimpacciarsi, i fiori.

La mamma lo trascinò nella stanza attigua chiudendone accuratamente ogni uscio.

— Che c'è?

— C'è... Oh l'affare è grave per me e per voi, per la madre e per il marito.

— Ma infine...

— La mia Mimy è infelice per colpa vostra: perchè innamorarvi della marchesa di Monero così che tutta Bologna lo sa? Mimy è più giovane, più bella, lo dico con orgoglio di madre, e l'abbandonate in un angolo. — Che cosa dovrà farsi della sua gioventù?

— La si diverta, è ricca: chi glielo impedisce? egli rispondeva scontento della piega del dialogo.

— Si diverta? bella! con chi? col marito no: il signor marito, è inutile! replicò ad un suo gesto di diniego, è innamorato della signora marchesa. La povera Mimy non voleva dirmelo, ma gliela ho strappata questa amara confessione, e ha pianto. Sapete che ci vuole un bel cuore a far piangere così una fanciulla! Mi ha confessato tutto: la trattate perfino male. So tutte le visite che fate alla marchesa, le ore che passate sotto le sue finestre, mentre gli altri sono dentro.