— Gli altri? chi!?

— Gli altri. Siete innamorato come un giovanetto: non sapete conquistare l'amante e perdete la moglie.

L'avvocato fremeva.

— So tutto io...

— Allora che cosa volete da me? Andatevene.

— Voglio darvi un consiglio, replicò quasi non avvertendo l'asprezza dell'ultima parola. Calmatevi: mio Dio! fate certi occhi che spaventano; come mai la marchesa vi resiste? e un maligno sorriso commentava l'insulto. Ascoltatemi. Io conosco Mimy meglio di voi: ha un'anima romantica, ha bisogno di amare, e voi la trascurate. Potreste ingannarvi; adesso non parlo al marito, perchè so che è geloso, ma all'avvocato: ho paura di Giorgio; si sono voluti bene fino da fanciulli. Giorgio è bello, è un elegante, ha tutte le qualità per piacere. Non vi siete ancora accorto che fa la corte a Mimy?... Oh non vi spaventate. Mimy è tuttora innocente, ma seguitate a tradirla palesemente ogni giorno, e poi lagnatevi dopo. Se voi non amate Mimy, l'amo io, e vi dico: guardatela, altrimenti ci guarderò io. Non voglio che si dica male di mia figlia. Non vi siete proprio mai accorto di nulla? ripeteva squadrandolo con aria di compassione.

— In nome di Dio, che cosa è? difendete vostra figlia o l'accusate?

— Eh?

— C'è da impazzire: e Giorgio...?

— Basta, basta.