Egli prese il mazzetto, e la marchesa barattando un'occhiata con Carlo:

— Allora, signor conte, bisognerebbe che dopo accompagnato questo mazzetto dalla signora Mimy, accompagnaste lei domani a pranzo da me. Veramente è un abuso, ma dirò al mio avvocato che lo difenda come un diritto...

— Accetto, accetto: sono stato giurato e conosco Carlo.

Tutti sorrisero, meno la mora, che, immobile sul cavallo, pareva non vedere e non intendere.

Quindi la signora, facendo al conte un grazioso cenno, si mosse; l'avvocato si lanciò per prendere a mano il cavallo, ma questo fe' uno sbalzo.

— No, no, Bothaina, ella esclamò chiamando l'animale aombrato e che ubbidì subito alla sua voce: vienci dietro così: libera come lo eri nel deserto. Vedete, Bothaina non può soffrire gli uomini; io sola la monto e Zisa la cura. Vi pare strano? proseguì vedendolo tra il meravigliato e il confuso.

— Piuttosto...

— Perchè? Vi sono pure tante mogli che non sopportano i propri mariti.

E rise: egli l'imitò per non sapere di meglio. Poi le offri il braccio.

— Neppure, rispose, temperando però il rifiuto con uno sguardo lusinghiero: è tanto raro che ci possiamo muovere libere che non so rinunciarvi e mi ritiro in campagna quasi per ciò solo. Guardate i miei abiti: preferisco l'amazzone a tutte le vesti da salone: in sella, e via su Bothaina e il vento che rompendosi vi fascia la fronte come un velo... Se sapeste quanta voluttà proviamo noi donne, a battere fieramente il tallone agitando le braccia invece di appoggiarle timidamente su quelle di un cavaliere spesso più fiacco di noi! Andiamo, Bothaina.