Carlo era alla tortura: la franca indifferenza di Mimy gli cresceva colla gelosia i sospetti.

— Aspettate! gridò afferrandola pel braccio mentre si moveva per ritirarsi nella sua camera: giuratemi che Giorgio non è il vostro amante.

La domanda era così stravagantemente ingenua che Mimy, pur conoscendolo da un pezzo, non potè frenare un atto di sprezzante meraviglia; egli se ne avvide e la lasciò, ma quando scomparve dietro la porta, esclamò battendosi la fronte:

— Sono un imbecille! quella donna mi giuoca... come la marchesa!

CAPITOLO IX

La trepidazione della speranza è talvolta così violenta che basterebbe sola ad uccidere in pochi istanti, senonchè l'anima non la sopporta e dopo i primi fremiti prorompe fuggendo ad affermare o a negare. L'insetto si regge fermo sull'ali, non l'uomo più pesante e più debole.

Lettere a Caldesi. — Ottone di Banzole.

Due giorni dopo la marchesa, recandosi da Mimy, incontrava Carlo sulla porta dello studio.

— Venivate dunque da lei, egli le diceva avvertendola come non fosse in casa.