La Notte allora al braccio di Raffaello si spiccò udendo annunziare il nome di Mimy.
— Permettereste a me, o bella damigella, di darvi il braccio e di accompagnarvi?
— Non sono nè bella, nè damigella, ma accetto.
— Vedete Faust? chiese sommessamente la baronessa a Carlo: no, volevo dir Giorgio; quel costume di Margherita m'imbroglia.
Carlo si morse le labbra cercando Giorgio cogli occhi: non lo vide e per vendicarsi la piantò villanamente in mezzo della sala.
Del Pino passeggiava colla San Marciano, Ofelia era sospesa al braccio di un bel paggio del quattrocento, al secolo figlio di un droghiere, il quale viveva di rendite incognite e s'era infiltrato misteriosamente nell'aristocrazia comparendovi uno dei più belli e dei più imbecilli.
— Che graziosa capanna! diceva Mimy sempre al braccio della marchesa.
— Troppe frondi e troppo pochi fiori: ma il nostro amore...
Quella chinò il capo.
— Mimy, soggiungeva la marchesa abbassando la voce ma calcando sull'accento, una sola parola. Credete che due donne si possono amare almeno quanto un uomo e una donna? rispondete. Questa è forse l'ultima notte che ci parliamo. Io parto, ma prima di lasciarvi voglio sapere se mi sono ingannata su voi. Lo credete questo amore di due donne?