— Non mi piace la figura di Amleto, è un personaggio troppo infelice e fatale.

La fanciulla lo guardava malinconicamente pensando forse al pericolo che lo minacciava.

— Avete ragione, rispose tetro; Amleto non può essere compreso da Ofelia, perchè la tortora non può comprendere l'avoltoio.

E proseguì; aveva scorto Mimy al braccio della principessa. Ofelia lo seguì con un lungo sguardo.

Passò vicino alle due donne, si fermò indifferentemente e legarono il discorso senza parlare del duello; ma la principessa sentì che egli aveva d'uopo di restar solo con Mimy, e cogliendo il destro con disinvoltura di gran signora si ritirò.

— Ho bisogno di parlarvi, fu la prima parola di Giorgio; venite.

Si girò gli occhi attorno,

— Andiamo nella anticamera: vi è meno gente.

Infatti v'erano poche persone che rientravano nel salone alle prime note di un ballo: in breve fu deserta. Ella rabbrividì, mentre la baronessa non veduta spiava in uno specchio tutti i loro movimenti. Giorgio si vide presso la porta socchiusa, mascherata da un graticcio di ginestre, del gabinetto destinato alle dame per le raccomodature della toeletta: era illuminato, pieno di specchi; dentro nessuno.

— Venite, saremo più ritirati.