— Voi! esclamò indietreggiando.

— Forse che la baronessa vi avrebbe fatto sperare altri incontri?

Questa si fe' rossa nel volto come nel naso.

— Andiamo, signor conte, sento la musica che ricomincia. E passò in mezzo a loro con una inesprimibile maestà di portamento.

In quell'istante Mimy passava per l'anticamera al braccio della principessa.

— Avete voluto ingannarmi e rendermi per giunta ridicolo: mormorò Carlo sordamente stringendo il braccio della baronessa; badate a non pentirvi un giorno di questo ignobile scherzo.

— Scherzo! ribattè: venite meco e vi prometto di trovare l'uscio per dove l'ha fatta evadere. È una vecchia commedia: non mi ci piglieranno.

Però molta gente ingombrava l'anticamera, e quel colloquio soverchiamente animato attirava l'attenzione, di guisa che non si poteva decentemente entrare colà dentro. Sulema comparve in quell'istante e rinchiuse la porta a chiave.

La baronessa si morse le labbra: anche questa volta Mimy aveva vinto.

Tutto cotesto tramestìo non era passato senza nota: le donne, che non corteggiate cercavano distrarsi spiando gli altrui amori, avevano osservato l'alterazione del volto della marchesa e degli altri, onde la baronessa ritornando in sala non ebbe che a lanciare una favilla per destare l'incendio. Elisa passeggiava al braccio di Giorgio, che già tutti parlavano della sua avventura guardandola curiosamente; se ne avvide, ma giuocando di audacia non volle lasciare il cavaliere e si sforzò di attaccare discorso.