Il letto era forse troppo largo per una sola persona, ma certamente troppo stretto per due, sicchè le loro teste s'appoggiavano sul medesimo cuscino: ella non aveva cangiato positura, cogli occhi bassi, pensava, non pensava più a nulla sentendosi sempre più invadere dal sentimento della morte. In quel punto era già fuori della vita, tutte le speranze erano morte, tutte le disgrazie esaurite, il mondo stesso dileguato... Non restavano che la marchesa e Mimy, ma ella stava sdraiata sul coperchio della propria tomba e l'altra svaniva come una meteora in fondo all'orizzonte. Come i suoi capelli neri lucevano sul terso azzurro del cielo! Come la sua fronte si rivolgeva terribilmente bianca! Mio Dio, essere una santa, essere Dio per chiamare quella meteora e dirle... oh mio Dio?

Le sfuggì un sospiro. Una mano le cadde leggiera leggiera sopra una spalla. Era Dio, che avendola intesa rispondeva? No, ma qualcuno che poteva somigliarvi. Carlo credendo di comprendere quel sospiro voleva consolarla. Una mano le si era appena appena posata sulla spalla, che un'altra le passò sotto il dosso, onde dolcemente sollevata venne a cadergli sul petto. Non capiva; il viso smorto non esprimeva che stanchezza: aveva bisogno di dormire — to dieto sleep, dormire, morire. Ella gli posò inconsciamente il capo sulla spalla, bada! e subito una bocca calda quanto un ferro da stirare le si incollò sulla fronte... Oh! la voluttà stava dunque ubbriaca sulla soglia della morte per impedire alla vita disperata di cercarvi un rifugio? Non sì udì che uno strido di fanciulla, cui l'acqua del canale travolge, uno strido di allodola sulla quale piomba il falco e risale già morta in cielo... poi un gorgoglio, un soffio come un batter d'ala di falco...

CAPITOLO XII

Les tempêtes de l'Océan ne sont rien pour celui qui connait les tempêtes da cœur — le marin qui s'aventure dans les unes n'a souvent le courage de l'artiste, qui veut peindre les autres et s'y élance seulement pour en être ballotté: mais si nulle terreur au monde n'égale la terreur d'une tempête en mer, nulle volupté n'est si enivrante que de contempler la tempête d'un cœur, lorsque le souffle de l'ouragan passe sur le vôtre.

Lettere a Ortolani — Ottone di Banzole.

Mimy era seduta sulla sponda del letto: un rossore febbrile le svaniva sul volto.

Al pendolo suonarono le due e tre quarti.

— Sola! mormorò levandosi. L'espressione di quella calma desolata era scomparsa e le rughe le si sollevavano e spianavano sulla fronte, come le onde in mare al vento: sedè a un grazioso tavolino di lacca e reclinando la testa sulla palma cadde in profonda meditazione. Si sentiva ancora più agitata che al ritorno dalla festa, quando lacerandosi il cuore coll'unghie del rimorso, piegava mal rassegnata alla sorte, ma convinta di meritarla. Adesso era ben altra la tempesta. Carlo l'aveva sollevata.

Morire senza aver nulla goduto, frangere la tazza, nella quale fuma il vino di una vita olimpica nell'atto di recarla alle labbra... Sì, e mentre pentita eroicamente di una colpa non propria si compie il sacrificio, un uomo vi tende colla insolente famigliarità del marito un lurido boccale di birra... Non era forse presto per morire? lei, che la marchesa aveva amata e che sentivasi, malgrado ogni rimorso, ancora degna di amore, morire... Non era possibile: la voluttà ridestata si aggrappava al dolore e gli contendeva l'arma omicida.