«Questo stato mi opprime: non posso più lungamente durarlo. La marchesa è innocente, è una donna sublime, che avete ragione di amare. Io era in quel gabinetto, io che vi inganno da tre mesi, ma che non vi ingannerò più. Non vi racconto la mia caduta, perchè mia madre ve l'ha raccontata; non cerco scusarmi. Io medesima non mi comprendo e scrivendovi non so bene quello che mi dica.
«Siate più felice di me: dimenticatemi. Amandone un'altra non vi sarà difficile; così non avrò almeno il dispiacere di affliggervi allontanandomi per sempre.
«Vi raccomando Giulietta.
«Non mi cercate; fra noi tutto deve essere finito. Forse il mio avvenire è più fosco del vostro, ma avrò il coraggio di compierlo sola; voi sarete sempre un uomo illustre, io sarò un'infelice di più fra i colpevoli, e sia! La vita non può essere eterna.
«Addio, signore. Se le mie ultime parole potessero non dispiacervi, vi auguro tutta la felicità che non avrei mai potuto darvi e non vi chieggo che l'oblio. Oh! gettatelo sulla mia memoria questo mantello dei morti e, seppellendomi in un angolo del vostro passato, proseguite sicuro ed avventurato. Io dormirò nella mia tomba: vi prometto di non uscirne mai più, mai più!
«Addio.
«Mimy.»
Piegata e suggellata la lettera, mise un gran sospiro.
Un nuovo pensiero la turbò? scriverebbe anche a Giorgio? Il suo buon cuore lo avrebbe voluto, ma la ragione si rifiutò. Perchè scrivergli? Che cosa dirgli? Sospirò.
Colla trepida foga della passione che si sente incalzata dalla ragione e teme di essere raggiunta precipitò i preparativi della partenza: cominciò a svestirsi, e slacciandosi l'abito arrossì di trovarsi sul seno molti bottoni aperti; lo rigettò, si sciolse le trecce e riallacciandole con febbrile prestezza le acconciò in mazzo. Aveva fretta, forse anche freddo perchè la stufa si era spenta da un pezzo. Aperse quindi lo sportello dell'armadio a specchio, e ne trasse fra molti un abito nero: se ne vesti in un batter d'occhio. Tornò ad acconciarsi i capelli. Quei ricciolini avevano l'indisciplinatezza dei ragazzi e sembravano godersi alle carezze delle sue mani delicate... poi si arresero, e benchè il loro tumulto non fosse al tutto sedato, potè coprirlo con un cappellino egualmente nero, guarnito d'un sì fitto velo da togliere ogni fisonomia al volto. Il nuovo abbigliamento era così elegante che Mimy, respingendo sui fianchi la vesta, non potè non accorgersene; ma si avvide ancora, che aveva le scarpette bianche, e le mutò.