Ella non rispose, proseguì senza rivoltarsi, e fu bene, perchè avrebbe veduto quegli allegri, che ridevano guardandole dietro.

La via non era lunga dall'Hôtel Brun a San Vitale, ma non ne poteva più; le mancavano le ginocchia.

Cominciava a patire gli inconvenienti della sua risoluzione. Che cosa avrebbe detto il mondo sapendo che si recava dalla marchesa, invece che da Giorgio? La stravaganza della propria passione le apparve allora in una luce così abbagliante che la acciecò. Non vide, non capì più: era fra tenebre lacerate da baleni.

Fece tuttavia qualche passo vacillando. Per buona sorte si trovò presso una chiesa; vi entrò.

Era deserta e piccina. Una lampada ardeva dinanzi all'altar maggiore, un'altra più piccola sotto a una Madonna addolorata dalla rotella di argento in capo, un manto d'argento addosso e sette spade nel petto dai pomi luccicanti tratto tratto. Due vecchie pregavano inginocchiate presso la panca, sulla quale s'assise; lo scaccino spazzava nell'ombra. Nella chiesa durava un denso crepuscolo. Mimy aveva le vertigini.

La gente entrava nella chiesa e colla gente anche la luce. Due altre vecchie vennero ad inginocchiarsi dietro la sua panca; poco dopo ne arrivò una terza.

— Don Ignazio è uscito?

— Non ancora.

— Sapete la nuova? La Tuda è morta.

— Che! esclamarono ad un tempo le altre due.