Il bagno le blandiva sensi e sogni. E dopo il bagno?
Si alzò alquanto sul busto a guardare le statue: fiutò come una malizia nel loro sorriso e ruppe in un riso pazzo, infantile.
Ma la porta si aperse e Mimy si rituffò colla prontezza di una rannocchia, così che gli spruzzi dell'acqua le imperlarono i capelli. Un passo e un rumore di catene si appressava. Era Zisa nuda con un accappatoio sul braccio. Il bagno era finito. Mimy si drizzò mezzo vergognosa, ma la schiava afferrandola alla cintura la sollevò dal canotto, l'avvolse nell'accappatoio e la portò sul sedile coperto da una pelle di orso nero.
La mora era quasi mesta nel volto.
— Come siete bella! le disse Mimy, che l'osservava lasciandosi asciugare.
— Bella! rispose con accento malinconico; lo sono stata, ma non lo sarò più.
— Non lo sarete più?...
— Tu lo sei più di me, e liberandola improvvisamente dell'accappatoio indietreggiò per contemplarla.
Indi:
— Mi avevano detto che il diamante nero era la più bella fra le gemme... Inganno!