Allungando un braccio classico di forma e che terminava in una mano di piccolezza quasi eccessiva, prese quella che Mimy si teneva sul viso e la scostò. Questa spalancò gli occhi, li spalancò ancora e non disse una parola, non mise un'esclamazione.

— Dormivi?

— No: fe' scuotendo il capo.

— Mi sognavi dunque?

— Neppure.

— E allora?

— Non lo so, ma sono contenta di non aver sognato. Non avrei mai sognato così: e la guardò con una meraviglia mista di ammirazione e di amore. Senonchè abbassò gli occhi improvvisamente e, arrossendo appena appena, si trasse colla mano nascosa il manto sul collo e accennò di scostarsi.

L'altra sorrise e quel sorriso la fe' di nuovo arrossire.

— Il letto è troppo piccino. Aspetta; scivolò sul tappeto e cingendole con un braccio la vita l'attirò sulla sponda così vivamente che una gamba ne spenzolò.

Disgraziatamente, strisciando sulla coperta il manto di Mimy s'aperse.