Mimy appoggiò la testa allo sportello e rimase pensierosa.
Era una notte stupenda. In fondo al cielo sereno oscillavano nuvole turchine che la luna salendo imbiancava della propria luce; un immobile splendore dormiva sui campi lontani, mentre qualche raggio penetrando tra gli alberi del bosco sembrava volervisi nascondere; ogni cosa taceva. Una molle stanchezza pesava sulla natura. Nessuna stella brillava: solo quelle nuvole oscillavano lentamente aspettando un soffio di vento per proseguire il loro misterioso viaggio.
Giorgio si scosse: fe' qualche passo per la stanza, poi fermandosele innanzi,
— Vuoi scendere in giardino?
— A che?
— A passeggiare.
— Se non ti dispiace preferisco di restar qui.
— Allora suonami il tuo notturno favorito.
— Per carità...
— Dunque... parliamo se non vuoi far nulla.