CAPITOLO VI

Il faut se rappeler cet admirable cri de Sapho, par le quel une nouvelle mariée s'adresse à Diane, la deesse virginale «deesse, deesse tu me fuis! pour combien de temps? — Je ne viendrai plus vers toi, jamais plus.»

Portrait de Teocrite. — Sainte Beuve.

Mentre Giorgio usciva dalla casa, Mimy entrava in quel gabinetto, ove la vedemmo la prima volta, chiudendosi dietro la porta: posava la bugia sul tavolino, e ne traeva dal cassetto un album piuttosto grande legato in marocchino rosso con un grosso M dorata sulla coperta. Lo aperse; quindi si mise a sfogliare un quaderno racchiusovi, fermandosi qua e là a leggere un periodo, a guardare una pagina senza leggerla.

Era nell'aspetto insieme distratta e commossa: al primo foglio bianco, poichè il quaderno era scritto appena per metà, sembrò voler aggiungere qualche cosa, ma rimase colla penna levata, la fronte pensierosa: non scrisse; seguitò a sfogliare, questa volta leggendo una pagina invece di un periodo.

Poteva mancare un'ora a mezzanotte; lo sguardo pallidamente curioso della luna entrava col vento notturno fra le tende abbassate, l'aria era tiepida; fuori tratto tratto alzavasi un romorio di frondi.

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«Questa mane era tuttavia a letto sognando ad occhi aperti quando è entrata mammà. Mi pareva di essere ancora fanciulla e di entrare in un antico salone gremito di splendide dame e di più splendidi cavalieri: tutti mi guardavano domandandosi in bisbigli chi ero, così bionda e così pensierosa. Solamente in un angolo un paggio dai capelli d'oro, gracile al pari di me, non mi guardava, non udiva il mormorio destato dalla mia presenza. Io lo fissavo singolarmente, mi sentivo attratta verso lui fra la folla che mi si apriva dinanzi... Dio! il suo sguardo... Mi veniva incontro, mi offriva il braccio senza parlare, io accettava, e ci smarrivamo inosservati fra la folla che tornava alle proprie galanterie: ma noi discorrevamo d'amore tanto bene, che non me ne ricordo più nulla. Nel più bello è entrata mammà; vedendomi sentoni sul letto, forse all'aspetto troppo meditabonda, mi ha chiesto col suo sorriso cattivo

« — Che cosa hai, Mimy?