« — Sollecita stamane, Mimetta: intanto la cameriera usciva: ti preme dunque molto di lasciare il tuo lettino di fanciulla?
«Non risposi.
«Ella sedette sulla sponda, e prendendomi la fronte colle mani mi baciò: poi facendosi grave:
« — Dunque è per oggi! Già, tu lo sai meglio di me, e chi sa che cosa ti figuri nella tua testolina. Non bisogna spaventarsi, sai: gli uomini sono un po' ruvidi: vedi, il pudore va usato con civetteria; tu poi, civettuola, te ne intendi, e la tua riserbatezza è di una seduzione irresistibile. Bene! che cosa hai adesso che diventi seria? non ti dispiacerà già di maritarti, Mimetta?
«Mentre mi andava consigliando colla sua esperienza gli occhi mi si empivano di lagrime.
« — Ma via, Mimetta: non istà bene adesso questa afflizione. Carlo ti vuol molto bene, tu l'ami e sei bella; egli è ricco e bravo e sarete felici. Poverina, ti rincresce: va là che la è più paura che altro: fa conto che t'abbiano a levare un dente, e davvero Carlo ha un bricciolo di cavadenti nell'aspetto: via non ti offendere dello scherzo, che non sei ancora sua moglie. Vuoi che ti conti io?... purchè ti quieti, la zia Matilde ti confessa quello che le accadde, perchè la scena su per giù è sempre la stessa. Siccome voi altri non seguite la a moda, del resto commoda, di partir subito, usciti di casa gli invitati e la mamma, resteremo io e la zia Agnese per condurti nella camera nuziale; se la vedessi! è una cosa da principe; un letto di mogano colle cortine di damasco in lana. Ti spoglieremo e allora, solo allora, signorina, vi daremo gli ultimi consigli. Poi ti lascieremo e passerai i cinque minuti più lunghi della tua vita, Carlo entrerà: vuoi sapere in qual costume? forse le mutande sotto e la veste da camera sopra. Eh! bimba mia, non è un costume seducente come quello di Salvini nell'Otello alla scena del Senato (la zia ha sempre avuto per il grande attore un culto segreto ed appassionato) però bisogna adattarsi: se meno splendido è però comodo a gettarsi per entrare sotto le lenzuola... ti par mille anni di esserci? Una volta sotto egli tacerà: gli uomini sono tutti imbarazzati a questo punto per quanto facciano gli audaci: poi ti domanderà qualche cosa inutile, cui penerai molto a rispondere; lo sentirai guardarti, perchè allora certe occhiate si sentono proprio... ma vuoi proprio saper tutto? Bene, bisognerà appagarti. Dunque ti accarezzerà, e le carezze cominceranno naturalmente dall'alto; tu fin qui contentati di arrossire, e fremerai involontariamente: è quanto basta. Quindi le sue mani scenderanno nel medesimo tempo che la sua faccia e i suoi piedi si accosteranno alla tua faccia e a' tuoi piedi: lo sentirai allungarsi; non aver paura ancora: la balestra non scatta sebbene sia tesa.
«A questa frase risi involontariamente e la zia scoppiò più forte, così che aprendo la porta, mamma, e la cameriera ci sorpresero in ilarità.
« — Ma bene! mamma esclamò: ecco la morale della predica: il predicatore che ride più del pubblico.
«Fu deciso che mi alzassi subito.
«Presi un bagno e volli essere sola. Per l'ultima volta mi guardai vergine allo specchio e baciai la mia immagine come per salutare una compagna adorata: salutavo la Mimy fanciulla e la salutavo mestamente, perchè non l'avrei trovata mai più, mai più!