«Povero ermellino, cacciato nell'antro della volpe come diventerà la tua candida pelliccia?

«Giunse Carlo in abito nero: il mio era di un pallido color lilla; sotto il velo mi sfuggivano le treccie, annodate da due nastrini con queste parole: Amor, Fides — il motto del blasone matrimoniale, e l'idea era di lui.

«Suor Maria, questo racconto m'irrita, e vi risparmio la descrizione delle formalità.

«Alle sette della sera lasciai davvero la mia casa. Sul primo pianerottolo pretestando non so quale cosa, ma certo bizzarra perchè tutti risero, riscappai dentro, corsi nella mia camera; sebbene ne avessi portato gli oggettini più cari, la volevo rivedere. Mi affacciai alla finestra, scopersi il letto, mi guardai nello specchio: mi si stringeva il cuore. Quante idee! mi vennero le lagrime agli occhi, ma fu un lampo: intesi che mi venivano a cercare, e con uno sforzo fuggii.

«Il pranzo era annunziato per le otto e mezzo, non vi trovammo che alcuni parenti dei più stretti. Mi pareva un sogno di essere in un'altra casa mia: mi osservavo attorno, e niente mi conosceva: ero un'estranea anch'io. Gran faccenda per la tavola; io medesima dovetti intervenire gustando prima della tavola un antipasto di economia famigliare — queste due parole sono sue.

«Che sciocca idea di non partire subito da Bologna! Oh tutte quelle premure, quei sorrisi, quelle occhiate della gente che vi analizza, quei complimenti sciocchi! e non sapere dove fissare gli occhi temendo che se vi scappano anche per ribrezzo sul marito subito venti bocche sogghignino e venti teste gustino un pensiero insolente: e dover rispondere a tutto e a tutti, mostrarsi disinvolta e fino a un certo segno innamorata... quel rumore, quella gioia volgare, spietata...

«Si pranzò: io fui il bersaglio di tutti gli sguardi, di tutti i motti spiritosi: inspirai tutti i brindisi. Chi sa quanti ci lodavano ridendo in cuor loro. Fra i parenti sedevano alcuni amici di lui, giudici, consiglieri della corte, che parevano tante faccie staccate dalle bomboniere di Rovinazzi; parlavano gravemente fra il romorio degli altri avendo l'aria di essere qualche cosa di più... Infatti erano anche più brutti.

«Poi finì il martirio dei complimenti, degli sguardi che mi volevano svelare tutti i misteri. Non rimasero nelle sale che alcune signore.

«Suor Maria, non vi dirò quello che mi dissero.

«Quando la mia buona santa volle se ne andarono esse pure lasciandomi nelle mani delle due zie. Fui condotta nel gabinetto attiguo alla camera nuziale, che egli stesso aveva arredato; proprio il capolavoro di un uomo.