« — Se mi domanda di venire a letto gli dico di no, pensai.
«Taceva sempre: d'improvviso, non sapendo forse cosa fare, si chinò per baciarmi; le sue labbra mi toccarono la fronte mentre la ritraevo.
«Soffocai un grido: era già a letto.
«Avevamo le faccie in iscorcio che si toccavano quasi: avrei sofferto qualunque tortura per muovermi e non mi arrischiavo.
«Stemmo così in silenzio. Riandavo il discorso della zia Matilde attendendo che si verificasse e fremevo. La vicinanza di lui mi destava un indefinibile ribrezzo. Ero così lungi da ogni pensiero d'amore, come dal trovare lui bello; ma debbo confessarvelo? non desideravo neppure di uscire da quel letto: capitemi, perchè non mi so spiegare. Dipendeva dalla curiosità, dalla stanchezza di meditare un male inevitabile? Non lo so, immaginate tutto fuorchè una simpatia per lui.
«Che cosa parlano mai i romanzi della fragilità del nostro sesso? Menzogne! Coloro i quali scrivono di queste cose non hanno conosciute le donne... Giorgio mi ha raccontato che il papa ha dovuto ordinare una camicia di bronzo al bel genio di Canova sul monumento di Clemente XIV, perchè le inglesi si fermavano troppo ad ammirarlo, e può essere; ma esaltarsi, soccombere di concupiscenza, come diceva la badessa che mi strapazzava tanto, presso un uomo brutto come generalmente gli amanti e i mariti, questa è una infame calunnia inspirata dalla vanità ai nostri padroni o una malattia nervosa di qualche povera donna. Siamo troppo belle per essere così brutali.
«Vedete come divago dal racconto che vi ho promesso? Non ci posso proprio pensare a quei brutti momenti.
«Carlo sospirò — ci siamo, e ci eravamo davvero.
«Dopo il vento la gragnuola.
«Sentii il suo sospiro salirmi per la guancia e la guancia credo che arrossisse, perchè egli stendendovi la mano: