«Ero nella massima confusione.

« — Mi permettete, soggiungeva colla sua disinvoltura prendendomi le mani, di invitarvi a sedere: la mia visita sarà molto lunga.

«Poi ha parlato lei sola di tante cose con uno spirito e una leggerezza, che a poco a poco mi è ritornata la confidenza delle migliori sere ai bagni, e ho potuto seguirla. Adesso che ci penso, non capisco come ella abbia retto la conversazione con me, che parlavo a monosillabi.

« — È appena di un anno il vostro matrimonio?

« — Di un anno.

« — Breve?

« — Un anno.

« — A me parve lungo. Davvero il matrimonio non vale quanto costa. Amore e matrimonio, un fiore di primavera e un fungo di autunno: che ne dite di coloro, i quali ne compongono un mazzo e pretendono che sia bello?

«Le ho risposto con un sorriso.

« — Si vede che le leggi sono fatte dagli uomini: ci vogliono immacolate nel matrimonio e appena contrattolo ci si rivelano nella più ributtante animalità: prima il morso, poi gli speroni. Le donne vi assentono; alcune, le più volgari, vantano perfino la vita di famiglia. Partorire figli, essere idropica nove mesi dell'anno e gli altri tre convalescente, diventare brutta dieci volte prima di essere vecchia, balloccarsi coi piaceri della nonna avendo intorno una torma di bambini... ecco tutto — e il sogno, il romanzo della gioventù, le passioni, l'incognito, la febbre, questa vita della vita?... Compiango le mogli, ma non posso sopportarle felici: mi sembra una rinnegazione della nostra aristocrazia questa loro plebea beatitudine nel matrimonio...