Adesso condannami e rimanimi amico, perchè la nostra alleanza non ti grava in questa mia impresa: solamente, ti manderò il bollettino della campagna.
Vale et me ama.
5 agosto.
Venite et videte si est dolor sicut dolor meus.
Ti ho letto, ma non ti ringrazio: hai troppa ragione. Forse che io cangierò? Pur troppo ne dubito. Organismo robusto ed armonico, che nella tua superiorità non puoi intendere la mia debolezza, mi tratti senza pietà perchè non approvi se non ciò che capisci, e non capisci se non ciò che è logico. Malattia! esclami rimproverandomi la compiacenza onde ti descrivo le mie contraddizioni; ma dimentichi dunque che anche la malattia ha la sua voluttà, e che nello spasimo vi è spesso un prurito, che lo rende quasi caro? Quando il vaiuolo si essica, l'infermo è incessante a scrostarne i grumi e vi si tortura e vi si inebbria — tu dirai: ha torto due volte: e cosa credi di avergli provato con ciò?
Nessuno può mutare sè stesso: Ego sum qui sum, come il Dio di Mosè: però conserva la tua generosa intenzione, e io rifiuto la cura. Parmi di averti scritto altra volta che nella mia anima erano due grandi passioni, la bellezza e la forza, e m'ingannavo, perchè non due, ma tutte. Qualunque sia l'oggetto o l'idea, o non mi tocca o se mi appassiona mi vi porto con tutta l'anima, mi vi perdo e nullameno me ne distolgo colla massima facilità. Poeta e filosofo, classico e romantico, austero e dissoluto, passo prontamente per tutti i gradi del termometro e le antitesi dei sistemi, uniformandomi a tutti; materialista, ho l'entusiasmo della forma; spiritualista, la febbre dell'ideale, e una stravagante potenza di attenzione e di distrazione.
Talora parlando con una donna, se le sfugge una parola o un'idea la inseguo senza badare più ad altro: invano ella mi vorrebbe richiamare, non respiro più che per quell'idea, e finchè non l'abbia raggiunta non ritorno in me stesso: talora m'incanto invece a guardare una donna, ed ella potrebbe parlare come un genio che non l'ascolterei: studio qualche cosa della sua fisonomia, onde a poco a poco la cangio, la trasfiguro — -è lei, non è più lei, è una conoscenza di altri mondi, una mia creazione, divento pazzo, e due volte perdetti così due signore molto amabili. Quindi al pari dello spirito ho variabile l'amore: ho lo spirito nei sensi e i sensi nello spirito.
Ho torto ancora?
Poeta, l'inno è la mia forma e mi sprizza dall'anima come un getto di fiamme: invece di ballonzolare come l'allodola sul prato, scatto dal suolo, mi innalzo, dileguo stringendo fra gli artigli l'immagine che mi ha commosso, e là solo nell'azzurro, senza via, senza limite al mio volo, volando sempre, ignorando se mi fermerò, se dovrò o vorrò fermarmi.