Se la storia non potrà sapere la sua opera di ministro, giacchè come tale fu sempre un satellite; se quella di riformatore giuridico non è ben sua, quantunque porti il suo nome, e non esprima alcuna vera originalità; alla costanza del suo lavoro, alla immortalità dei suoi principii, alla fatica della sua vita fu premio meritato l'ultima presidenza, e ricompensa anche più bella la breve gloria di ultimo campione liberale.
Forse egli non avrebbe saputo difendere la libertà dagli attacchi popolari, come già dalle prepotenze aristocratiche o monarchiche: forse l'urgenza di tale nuovo pencolo gettò un'ombra sull'ombre de' suoi giorni estremi, fra le solitudini del lago prediletto, nella lenta aspettazione della morte, e tremò per la libertà e per l'Italia, perchè entrambe furono la sua passione vera, così vera che il suo carattere e il suo spirito di retore ne trassero lampi di eloquenza e nobilità di atteggiamenti.
Infatti con lui è morta una magnifica forma di eloquenza parlamentare, letteraria insieme e giuridica, a pieghe accademiche, col ritmo classico, col gesto che è ancora la parola, colla parola che è una musica.
Egli si ascoltava parlando; adesso dopo di lui, al suo posto chi saprà farsi ascoltare?
10 gennaio 1904.
IL MINISTRO
È rude, forte, alto, non grande.
Ieri, prima della battaglia, pareva un vinto, oggi è ancora vincitore senza aver trionfato di alcuno, perchè nel nostro parlamento non vi sono più partiti ma gruppi, non programmi ma tendenze, qualche istinto e poche idee, parecchi capitani, ma tutti senza esercito.
Egli stesso non ne ebbe mai uno.
Cresciuto come un impiegato, imparò la pratica del governo metà nell'ufficio e metà nella camera, essendo di quelli che si fanno della pazienza una forza e non sì stancano sulla propria via, fisi a una mèta che li attira come una promozione. Il pensiero politico non gli discendeva dalle alture della storia della scienza, ma gli entrava per gli orecchi e per gli occhi dallo spettacolo delle lotte politiche quotidiane: plebeo, aveva istinti democratici, impiegato, sentiva la necessità immediata della legge, deputato, voleva arrivare al ministero non importa con chi o con che, pronto a scegliere anche arrischiando nelle combinazioni, studiando il terreno e la gente per profittare delle sinuosità d'entrambi, credendo vigorosamente in sè stesso appunto perchè nessuno oramai credeva più a nulla.