Adesso i più tristi cortigiani girano per la piazza; la plebe ha buffoni come una volta i re.

Ma poichè la plebe non riconosce più i cavalieri sotto l'eguale assisa moderna, o credendo ravvisarli, impone loro la propria goffaggine pretensiosa, così che debbono nascondersi come i poeti, sia almeno ad essi consentito di barattare da lungi un cenno rapido ed affettuoso.

Nel nome di quanti in Italia compresero la magnanimità dell'impresa tentata al polo dal duca degli Abruzzi, e la gentilezza del vostro atto, o messaggeri discreti della morte, io vi saluto!

15 agosto 1900.

V IDEE E FIGURE

L'IMPERO IDEALE

Il convegno è a Ravenna, nella città antica e nel nome del più grande fra tutti i poeti.

Qualche cosa ricomincia, dalla gloria della città e del poeta, per la coscienza d'Italia, ancora oscura nel lutto di una tragedia regale.

Quel re sognato da Dante nella lunga angoscia dell'esilio, attraverso la bufera delle guerre municipali, fu assassinato a Monza fra una festa di popolo dal messo enigmatico di una idea più antica di ogni governo, ma essenzialmente moderna nel processo della sua passione e de' suoi atti. L'Italia sentì tremare il proprio cuore, e nondimeno levandosi in un magnifico slancio d'orgoglio riaffermò quella fede all'impero ideale sulla storia, che anche nelle epoche più basse della decadenza era bastata a salvarle l'opera ed il nome, il privilegio del primato e la speranza dell'unità nazionale.

Perchè l'Italia compì due volte l'unità del mondo prima che la propria, strinse in Roma il cattolicismo pagano e quello cristiano, dilatando ai più remoti confini l'impero ideale, mentre fra l'Alpe e i due mari i suoi popoli, ancora stranieri e discordi, proseguivano instancabili nelle ribellioni della loro originalità. E nel medio evo, quando l'impero romano non era più che un pensiero incancellabile nella memoria del mondo, e l'impero del papato pareva appena il riflesso di un altro impero celeste, l'Italia rinnovò un'altra volta la storia colla meravigliosa sovranità dei propri comuni, capaci di lottare soli contro tutti i regni e di preparare in sè stessi tutta la moderna civiltà.