Egli doveva restare otto ore legali, ma spessissimo sedici ore vere, dinanzi alla bocca del forno, nel quale il vetro bolle a 1400 gradi: l'operaio sta più discosto e prende dalla canna il vetro, che gli porge il fanciullo; l'operaio non lavora mai più di otto ore, il fanciullo quasi sempre sedici; l'operaio ha una paga quasi ricca, il fanciullo non ha niente, perchè i suoi quarantacinque franchi al mese vengono ritirati dal suo mercante. Questo vive sull'armento: quindici o venti fanciulli dai dieci ai tredici anni, ai quali dà soltanto una zuppa nera e che non nutre, un pagliariccio per ogni gruppo di cinque o sei, una camera per tutti, e per tutti lo stesso bastone.
Se si ammalano, il trattamento peggiora, perchè la malattia può mutarsi in denuncia per mezzo del medico o di altri: il fanciullo infebbrato non ha intorno a sè che la timida pietà dei piccoli compagni, che lo guardano tremanti di essere domani come lui. La morte diventa allora la sola buona soluzione, e il fanciullo e il mercante l'invocano forse con pari impazienza.
Di chi la colpa?
La legge? C'è, ma non basta e non può bastare: finchè vi saranno genitori disposti a vendere i figli anche senza intascarne il prezzo, troveranno sempre degli incettatori, che li comprano per rivenderli davvero. L'ipocrisia di un contratto basta a paralizzare la volontà della legge: questa non può impedire ad un genitore di consegnare il proprio figlio a qualcuno per fargli apprendere un mestiere, magari lungi sopra una terra migliore. Niente più facile che falsare il documento dell'età per il fanciullo: basta domandare al municipio l'atto di nascita di un altro: chi riconoscerà il baratto dei nomi in Francia? Chi denuncierà la frode? Per varcare la frontiera si fa accompagnare ogni fanciullo dal padre ad una stazione di confine; lì si compone la squadra, e invece di chiuderla come un branco di pecorelle in un vagone di quarta classe, la si caccia su per la montagna, e si passa il confine dove la sorveglianza è minore.
Un governo più attivo, una legge più rigorosa potrebbero impedire questo delitto, che si compie su migliaia di vittime? Sarebbe ingenuo sperarlo.
Di tutte le leggi, quella criminale presenta appunto le maggiori difficoltà nell'applicazione: un codice non può colpire il delitto che in date condizioni, e deve classificarlo assegnandogli una forma precisa, perchè le prove siano accettabili e il magistrato, condannando, non abbia l'aria di commettere un arbitrio.
Quando l'uccisione si compie colla tubercolosi, in un epilogo di lunghi esaurimenti, martirii senza nome, e la vittima non ha più la forza di parlare, ogni processo diventa impossibile.
Come sperare che l'autorità francese possa o voglia salvare dal fuoco delle vetrerie i fanciulli italiani?
Anche là abbondano leggi e regolamenti, e contro di entrambi prevalgono le stesse frodi.
Il problema è doloroso quanto vecchio.