I singhiozzi le ritornarono.
— Perchè mi avete presa?
— Credevate che vi avrei presa per amante? Vi associai all'impresa, perchè voi stessa vi offriste e perchè, vedendovi sola nel mondo, vi supposi il coraggio di combatterlo. Se il pericolo, che corriamo, è superiore al vostro coraggio, non avete assolutamente torto di rinfacciarmelo; le battaglie si perdono quasi sempre per non aver saputo valutare esattamente le forze dei propri soldati.
A questa ingiuria tutto il suo essere di donna si ribellò. L'ingiustizia di Loris era così pazza che ella sentiva di potergli resistere, ma cercando una risposta non la trovò, e questa impossibilità le ridiede il sentimento di tutta la propria debolezza femminile dinanzi al suo rifiuto. Allora una feroce speranza di essere scoperti le balenò al pensiero come una vendetta: arrestati tutti e due, impiccati assieme!
Loris fece un movimento come aspettando la risposta; poi si distese sul divano, allungò la mano alla lanterna, la spense.
Olga ripiombò nelle tenebre, immobile, ascoltandosi battere il cuore. Le pareva di essere morta al mondo, e di cominciare la propria veglia al buio, nella tomba, come una vestale sepolta viva.
Loris si era riaddormentato.
Al mattino coperse col mastice il foro della finestra; la tinta non vi si combinava perfettamente, ma sarebbe stato impossibile sospettare della cosa senza prima conoscerla. Poi non ebbe da fare altro. Olga era rimasta sdraiata sul divano, colla faccia rivolta al muro, fingendo di dormire. Alla poca luce, filtrante dalle finestre socchiuse dei corridoi e del palcoscenico, si vedeva l'ombra sprofondarsi nei palchetti, allungandoli come tanti anditi di una inesplicabile raggiera. Loris fantasticò che mettessero capo a tutti i castelli della nobiltà russa, lungi per le immense provincie dell'impero. Nel vasto palco imperiale l'ombra faceva lago; la cupola dorata della grande poltrona vi balenava incertamente come un faro lontanissimo fra tenebre notturne.
Per ingannare il tempo girò tutto il teatro, discese nella platea, entrò nelle sale di ritrovo, salì sul palcoscenico, e si mise dinanzi al tendone calato, guardando nella platea colle braccia incrociate come un oratore, che sta per incominciare un discorso. Avrebbe voluto parlare. Le poltrone vuote si allineavano sotto di lui, coi bracci aperti, attendendo. Palchi e balconi indietreggiavano dai parapetti, sui quali il velluto rosso, a certi punti illuminati, appariva come una macchia di sangue. Una parola sola sarebbe bastata a sbigottire tutto quel silenzio.
Tornò a girellare.