E la voce di Loris tremava dal freddo.
Bisognava restare almeno due ore sulla piazza aspettando che la neve crescesse così alta sul filo da celarlo assolutamente. Olga aveva l'ordine di spiare dalla finestra se qualche pattuglia si dirigesse verso la casa e, nel caso di una disgrazia, fuggire per l'appartamento di Lemm. Essi l'attenderebbero sulla piazza.
Per non destare sospetti si divisero in modo che uno di loro traversasse sempre la piazza, mentre l'altro se ne allontanava.
La neve cresceva bianca e polverosa coprendo tutto, soffocando ogni rumore, ammassandosi sui fanali, sui cornicioni, sulle inferriate, aumentando sempre. La notte ne diventava chiara, senza che il cielo si vedesse attraverso quel pulviscolo candido, che riempiva l'aria e impediva agli occhi di guardare in alto, mentre strideva ad ogni passo sotto le scarpe, stringendo intorno ai radi passanti come dentro un vortice.
Solo le pattuglie passavano lentamente, insensibili e solenni. Qualche volta si arrestavano sotto un fanale, o stazionavano ad un angolo; quindi riprendevano la marcia, vegliando sulla città immensa, che quella nevicata sprofondava nell'inverno. La loro grande campagna iemale cominciava quella notte.
Tre ore dopo Loris dormiva; Olga era ancora alla finestra colla fronte ardente contro i vetri, Lemm seduto davanti alla stufa beveva.
Da quel giorno Lemm non parlò più con Loris che come un soldato al generale; l'impossibile impresa, sognata tanti anni da tutto il partito nichilista, era compita per opera di uno solo, e non era che il preludio di un'altra maggiore. Con fretta febbrile Loris si occupava già dei preliminari di guerra. Aveva fatto stendere a Lemm una lista dei suoi correligionari più atti ad aiutarlo in quel disegno, sapendo che i più terribili nichilisti, come i più voraci usurai erano forniti dalla classe degli ebrei. Egli aveva sempre ammirato l'instancabile tenacia di quel popolo, durato solitario migliaia d'anni per dare all'umanità il concetto di un Dio unico, poi sopravissuto al bando di tutte le genti per aver negato coll'uccisione del Messia la nuova religione. Solo gli ebrei potevano accettare quella guerra al di sopra di ogni ragione di classe e di patria. Lemm, lusingato nel proprio orgoglio di razza, si era offerto per un giro nella Piccola Russia e nella Polonia, ove gli ebrei dominavano tutte le sorgenti della vita. Il commercio del grano era nelle loro mani, giacchè grandi e piccoli proprietari non vi potevano contrarre debiti che su pegno dei propri granai: l'odio degli ebrei verso i russi era anche maggiore di quello dei russi per gli ebrei.
Secondo il calcolo di Lemm, con centomila rubli di grano si poteva sollevare tutto un governo, se la fame di una più triste annata vi sferzasse la floscia pigrizia dei mugiks. Il primo esercito sarebbe di cosacchi, abituati a vivere in republica di brigantaggio, e piuttosto tributari che sudditi dell'impero.
— Quando mi ordinerete di partire?
— Attendo una risposta del principe. Guardatevi però dal fare il commesso viaggiatore di grano come il dentista. Vi diedi duemila rubli perchè vi fingeste dentista, e non ne avete speso alcuno per darvi questa apparenza.