— Che facciamo qui? chiese improvvisamente: tu, Ogareff, mi avevi detto che avresti tentato un espediente tuo per salvare Rodion.
— L'ho fatto; aspetto la risposta qui.
— Qui!
— Oh! esclamarono in coro: da chi? Perchè non dirlo subito? Come lo sapevi tu solo, Sergio Nicolaievich?
— Aspettiamo, disse solennemente Ogareff.
— La solita parola russa, aspettiamo: ribattè Fedor.
— Finiscila dunque colle tue impazienze di artista, gli si volse Lemm. Tutti così voi altri creatori di frasi; credete di aver fatto qualche cosa quando l'avete detta, come se i fatti potessero svolgersi nella vita colla stessa imbecillità compiacente, colla quale si atteggiano nei vostri libri. L'arte non è che virtù d'istrioni e vizio di parassiti.
— Tu ebreo puoi dire così.
— Io, ebreo, ti dico che l'arte è il più vile dei lussi, perchè non ha mai divertito che i padroni; una statua di Michelangelo non vale un'oca, che almeno possa cuocere. L'italiano Sobrero, inventando la nitroglicerina, è stato più utile di Dante: domandalo al cadavere di Alessandro II. Dante ha potuto sognare di scendere all'inferno, Sobrero vi ha cacciato davvero Alessandro II. Finiamola una volta con queste aristocrazie delle arti e delle scienze: il popolo ha bisogno di ben altro, il paradiso deve essere sulla terra.
— Tu ne farai una cucina.