— No, questi ribattè: per ora non sono Loris Nicolaievich Repnine, bensì Monsieur Leon Blondel parigino, maestro di musica e direttore d'orchestra; così almeno abbiamo detto con Kriloff al dwornik.

— Tornato da quando? domandò l'altro, al quale la voce fredda del nuovo arrivato parve imporre rispetto.

— Presentami invece a questi signori, che non ho l'onore di conoscere, e dei quali sono venuto a fare la conoscenza.

Era vestito di un'elegante pelliccia di martora dorata e teneva il berretto di schoner in mano, girando sull'assemblea uno sguardo dominatore. I suoi occhi, di un colore indefinibile in quella luce fumida della stanza, erano pieni d'iridi e di fosforescenze come quelli dei gatti. Pareva assai giovane. I suoi lineamenti femminili, che una tenuissima e rada lanuggine alle labbra e alle guancie non bastava a virilizzare, acquistavano dall'energia dei sopracigli, di un colore più carico e leggermente aggrottati sotto la fronte alta e ripida, una durezza quasi antipatica. La mano, colla quale teneva il berretto, era sguantata, corta e larga, ma secca e nervosa come un artiglio.

Tutti lo fissavano: Olga Petrovna si era alzata involontariamente.

Slotkin gli presentò tutti quei giovani pronunciando semplicemente il loro nome: a quello di Olga Loris rispose collo stesso lieve inchino del capo, all'altro di Ogareff alzò la mano come per dire: è inutile, e salutò il giovane con un sorriso.

Nessuno aveva teso la mano: si sarebbe detta una presentazione di studenti ad un superiore.

— Ora, disse Loris, prima che Slotkin spiegasse a tutti chi egli fosse, dovremo scambiarci gli indirizzi. Il mio non posso darlo ancora: sono sceso all'Hotel de Londres, ma non ci resterò.

— Arrivi di lontano? chiese Slotkin.

— Da Parigi, rispose senza voltarsi. Avevo scritto a Kriloff: non ne avevi dunque parlato a questi signori? Tanto meglio! Sarà più facile intenderci. L'ultimo attentato di Rodion mi ha persuaso della necessità di ritornare in Russia. Ho saputo tutto a Parigi: chi era Rodion, come concepì l'attentato, chi ve lo spinse: so chi ora l'abbandona. Voi non conoscevate Rodion, signori, e il suo sguardo girò sulla piccola assemblea; nullameno siete i soli a Pietroburgo, che si radunino per constatare che non vi è nessun mezzo di salvarlo.