— È già morto, ne sono sicuro. Non allunghiamo troppo il passo, sarebbe imprudenza.
E dopo una pausa:
— Vedi, seguitò mostrandogli un lungo spillo, che rimise con flemma entro un fodero bruno, è un grosso ago scanalato. L'idea è mia, mi è venuta dalla siringa del Pravatz; il fodero impermeabile è pieno di acido prussico, e chiude ermeticamente mediante un anello di gomma. Ho fatto molte esperienze sopra dei cani: non uno che sia riuscito ad urlare.
Kriloff atterrato abbassò la testa allungando inconsciamente il passo: poi si guardò indietro, spiò davanti, tese in sè medesimo tutti i sensi per cogliere un rumore di qualcuno, che si avvicinasse. Fortunatamente la strada era vuota, ma l'altra, che la tagliava a un cento metri, pareva più frequentata.
— Accendi dunque uno sigaro per darti un contegno, disse Loris con accento ironico. Un'altra volta ti spiegherò il metodo di Lacenaire per uccidere: è ancora il migliore che si sia trovato. Uccidere subito, senza una precauzione, senza una paura, e nessuno può accorgersene. Credi tu che domani mattina si sarebbe saputo alla Terza Sezione se io avevo chiesto un fiammifero ad un signore, che passava per strada? Ebbene non sapranno nemmeno che io lo abbia ucciso, perchè le due azioni si sono compite colla stessa indifferenza.
Kriloff tornò a voltare la testa.
— Siamo in guerra, vita per vita.
Adesso un'immensa distanza li divideva, mentre il pericolo di prima li aveva avvicinati. Loris, che se ne accorse, si fermò all'imboccatura della nuova strada cercando cogli occhi un fiacre: lo vide, ma lungi; si affrettarono alla sua volta.
Quando vi furono saliti, e Loris ebbe costretto Kriloff a rompere il silenzio dando l'indirizzo al fiaccheraio, si sentirono spiritualmente più vicini. Quel fiacchero, che li conduceva al maggiore appuntamento della loro vita, li appaiava di nuovo.
— Ti comprendo, disse Loris piantandogli gli occhi in faccia così che il suo sguardo lo dominò subitamente: la morte di quell'uomo ti ha fatto paura. L'ho riconosciuto appena è entrato nel nostro gabinetto; era una spia del governo. Mi fu segnalato dal colonnello Lavrof a Zurigo: credo che a Ginevra una sera si sia tentato di ucciderlo.