Ella, già dominata dal suo sguardo, aveva abbassata la testa: provava una grande soggezione e, dentro di sè, come una specie di gioia. Non si ricordava quasi più la discussione alla cena di Ogareff, ove ella medesima non aveva avuto il coraggio di difendere Loris; era sotto un fascino inesplicabile dinanzi a quell'uomo, che veniva a domandarle la vita per un'impresa, della quale neppure egli poteva precisare qualche cosa. Non le rimaneva più che il sentimento di un pericolo mostruoso, che raggirasse come un vortice.
Loris proseguì:
— Vostra madre....
Olga ebbe un sussulto.
— A lei non pensateci, provvederò io: sono già informato sul suo conto. Le assegneremo una piccola pensione, che le permetterà di vivere come ora. Se siete sola nella vita vi sarà più facile decidere che cosa volete farne. Siete sola?
— Ma che cosa dovrò fare? le sfuggì con voce trepidante.
— Che cosa si fa in una guerra? tutto, finchè si vince o si muore. I vostri amici pensano diversamente, aggiunse con disprezzo; essi non vogliono nè vincere, nè morire. Voi sola ieri sera gettaste un grido generoso fra le stupidaggini rettoriche di quei signori; voi sola, sbagliando, cercaste nei giorni passati di salvare Rodion dal patibolo. Io vi ho creduto; se mi sono ingannato sul valore delle vostre parole, potete dirmelo francamente; i vostri amici ve ne faranno complimenti.
Ella titubava. L'accento di Loris le produceva un gran freddo nell'anima; non le pareva più quel Loris, che aveva ammirato due volte in casa di Andrea Petrovich e di Ogareff. Egli la guardava freddamente, la sua voce non aveva un fremito; avrebbe potuto essere vecchio malgrado lo splendore della sua giovinezza e l'eleganza raffinata de' suoi abiti. Olga sentì di essere non davanti a un uomo, ma ad un'idea.
Loris tacque aspettando.
Allora quel silenzio, che ella doveva rompere, divenne a ogni istante più greve; eppure bisognava rispondere. Si trattava della vita. Evidentemente Loris era pronto a gittarla in chi sa quale attentato: nessuna reticenza era più possibile dopo quel grido a cena, col quale aveva affermato di credergli e di seguirlo. Tutta la vita passata le riapparve in un lampo al pensiero. Loris aveva indovinato, era sola. La miseria della sua condizione era esposta in quella stanza e in quella casa, dove viveva colla mamma, che le faceva da serva e da strozzino; il suo futuro era qualche cosa di così vuoto e sconfortante, che ella evitava sempre di pensarci: presso a poco sarebbe stato il presente peggiorato dalla vecchiaia. Una nausea dolorosa le salì dal cuore alla bocca, torcendogliela in un sogghigno.