Loris aspettava: ella lo guardò. Su che decidersi? A che riflettere prima? La necessità di rispondere subito l'invadeva.
Ma quella tensione troppo forte la spezzò, quindi senza nemmeno comprendere quello, che si dicesse:
— Debbo decidermi subito?
— Siccome vi supponeva sola, come me, nel mondo, credevo che lo avreste potuto.
— Infatti sono sola.
— È dunque il coraggio di Sofia Perowskaia, che vi manca?
Ella avrebbe voluto ribattere che Sofia Perowskaia era innamorata di Jeliaboff, e seguendolo nell'attentato contro Alessandro II e sul patibolo non era stata sola, ma non l'osò: invece abbassò la testa come un bambino, cui la mamma imponga un compito dopo averlo sgridato, e mormorò:
— Verrò dove vorrete.
Loris le tese la mano.
— Sentite, Olga, le disse alzandosi per fare due passi nella stanza, ma tornando subito a fermarlesi dinanzi: la nostra impresa è la più grande che si sia mai tentata nella storia russa: non vi arrischieremo più della vita. Quando si è decisi a tutto si arriva; Sofia Perowskaia non voleva uccidere che Alessandro II, e riuscì. Ma dovremo prendere delle precauzioni: tornerò domani o posdomani per dire a vostra madre che vi propongo di assumere la cura di una signora, di mia moglie, e sorrise, al villaggio di Oudin nel governo di Kazan; le dirò quanto vi assegno e quanto le do, perchè mi permetta di portarvi alla mia casa di campagna. La cura sarà lunga. Vostra madre vi cederà, la conosco, concluse con accento duro, del quale Olga capì questa volta il significato. Voi tenetevi pronta; non porterete con voi che la vostra piccola busta chirurgica. Non parlate, non salutate alcuno; muteremo nome. Vostra madre non deve conoscere il mio.