— Eccovi cento rubli.

Olga esitava: ma Loris guardandola severamente soggiunse:

— Ancora una ridicolaggine del vecchio nichilismo, le donne che vogliono parere uomini, e perdono così tutto il valore della propria individualità. Con questi cento rubli vi farete un abito da viaggio, e comprerete due valigie eleganti. V'intendete d'eleganza?

La mano di Olga tremava tenendo il pacchetto dei cento rubli.

— Se potrete ridiventare donna l'imparerete.

Loris a Mosca si era messo subito in cerca d'un appartamento nella piazza del grande teatro. Gli occorrevano due case su vie diverse, comunicanti fra loro pel cortile, una sulla piazza, l'altra in una strada parallela, perchè lo scoppio della mina, sprofondando il teatro, non scrollasse anche quella, dalla quale per mezzo di un filo elettrico intendeva far partire la scintilla. Possibilmente le case avrebbero dovuto appartenere a due proprietari; nella prima si sarebbe installato con Olga, facendola passare per sua moglie; nella seconda starebbe Lemm. Tagliando un muro divisorio, e coprendolo con un armadio a specchio, aprirebbero un passaggio fra i due appartamenti.

La prima giornata fu spesa in ricerche inutili. Quella piazza, fra le più eleganti di Mosca, non aveva appartamenti disabitati. Erano quasi tutti occupati dal ricco ceto mercantile, che vi sfoggiava un lusso sempre più occidentale. Loris non potè visitarne che pochissimi. Una sola casa nella strada di ***, divisa dalla piazza da un grosso corpo di fabbriche moderne, aveva il primo piano vuoto e per un vasto cortile comunicava con un'altra prospiciente sul di dietro del teatro; ma era tutta occupata e da vendersi. Loris apprendendolo dal dwornik s'informò del padrone, un orefice, che della casa chiedeva cinquantamila rubli. Loris entrò in contratto; ciò gli permise di esaminarla minutamente a tutti i piani, domandando se non fosse possibile comprare anche l'altra, che le si univa posteriormente, per ottenere così un magnifico blocco. Gli fu risposto di no; la casa apparteneva ad una famiglia patrizia troppo ricca per disfarsi di un proprio stabile. Un appartamento laterale interno, occupato dalla famiglia di un giudice, comunicava coll'appartamento migliore dell'altra casa, formando il lato meridionale del cortile comune, ma viziandone l'architettura con un loggiato a colonnine di ghisa e a vetri, tutto pieno di vasi come di piccola serra. Loris nell'esaminare la casa ne criticava vivamente l'ordine interno, accennando a modificazioni per disporvi un vero appartamento signorile: il proprietario, tanto offeso dalla giustezza di quelle critiche quanto lusingato dalla speranza di vendere caramente la casa ad un gran signore, che ne pareva incapricciato, si offerse di trattare cogli inquilini per ottenere subito, mediante un grosso compenso pecuniario, lo sgombro di un qualche appartamento. Allora Loris aumentò le difficoltà: la sua signora avrebbe voluto stabilirsi almeno entro un appartamento, da lei stessa arredato; impossibile ottenere questo in una simile casa. La signora, appassionata pel teatro e cagionevole di salute, aveva anticipatamente imposto al marito quella piazza; era un capriccio indiscutibile di dama; quanto al prezzo Loris affettava la più grande indifferenza.

Il proprietario era sulle spine; disse a Loris di ritornare l'indomani e di concedergli carta bianca per ottenere subito l'appartamento occupato dalla vedova del giudice, sul lato sinistro del cortile, e che dava sulla piazza con una finestra, mentre all'interno combaciava colla piccola serra dell'altra casa. La vedova, rimasta piena di debiti, acconsentirebbe facilmente dietro un regalo; agli altri quartieri era impossibile pensare. Loris parve lasciarsi persuadere.

Prima di andarsene si fece mostrare dal padrone quell'unica finestra, dalla quale avrebbe goduto la vista della piazza; era all'angolo orientale. La finestra s'apriva sopra un balcone piccolo, di grevissimo disegno, Loris notò che la doccia, scendente dal cornicione del tetto, lambiva il balcone.

Un lampo gli si accese negli occhi.