— Ecco, batuscha, non si può smettere, ma quando si ha un cavallo, non si ha più bisogno di andare alla bettola per cacciare i cattivi pensieri: si resta nella stalla a parlare con lui. I cavalli sono molto intelligenti.

— Bene, bene, Alessio Alexeieff: quando vorrai ubbriacarti, me lo domanderai, disse Lemm sorridendo. Se non avrò bisogno di te per molte ore, te lo permetterò.

Il vecchio s'accarezzò colla grossa mano sudicia la barba incolta, guardando il padrone con simpatia mista di diffidenza.

Questi comprese.

— Ti darò io stesso una bottiglia di vodka, quando potrò permetterli di ubbriacarti, ma ti chiuderò nella stalla. Sei contento?

— Ah! ah.

E per il momento non seppe esprimere meglio la propria approvazione.

L'aprire un passaggio fra i due appartamenti non fu difficile, giacchè il loro muro divisorio costruito in mattoni era solo di due teste: bastò con un pretesto farvi collocare dai servi un armadio in ambo i lati. Naturalmente Loris e Lemm scelsero l'armadio più largo: poi scostati gli armadi nella notte, con uno scalpello tagliarono diligentemente l'intonaco e scopersero il muro. Le prime pietre presentarono qualche difficoltà, dovendo essi servirsi di quelle sole armi per non destare rumore; ma levate le prime, tutte le altre rimasero come slegate: la calce stessa era di pessima qualità. Lemm e Loris lavoravano d'accordo; quando il buco fu così grande che poterono vedersi in faccia, ebbero un sorriso di gioia quasi infantile. Scalpellavano ritti sopra una sedia; Olga aveva steso un lenzuolo sul tappeto, perchè la polvere dei calcinacci non vi penetrasse destando sospetti nei domestici, e guardava i due lavoratori. Bastarono poche ore a compiere un taglio abbastanza largo che vi si potesse passare. Per nascondere i mattoni e i calcinacci, Lemm aveva trovato una magnifica idea; nella cucina del proprio appartamento v'era un pozzo, che non serviva ad altri. Lemm cavò la corda dalla carrucola per evitare anche il pericolo del suo cigolìo, e con un secchio, reggendolo a tutta forza di braccia, calarono lentamente rottami e spazzature nel pozzo. La maggior fatica fu nello scoppettare i tappeti per togliere ogni traccia: poi con una sottile sega da orefice, quasi sorda, tagliarono tre assi dal fondo degli armadi, e li ricollocarono di contro al vano. La breccia era aperta; bastava tener inchiavati gli armadi perchè nessuno la scoprisse.

L'indomani Lemm, dopo aver fatto un segno ad Olga dalla propria finestra, per assicurarsi che Matrona Carpowna non fosse nell'appartamento, v'entrò trionfalmente. Era ilare. Allora Loris gli espose il proprio disegno: il modo immaginato per far saltare il teatro era di una semplicità assurda a forza di essere temeraria. Entrambi lo ascoltavano immobili, senza fiatare; nessuna obbiezione era possibile: o ricusare, o entrarvi quasi colla sicurezza di non riuscirvi. Ma in questo caso n'andava di mezzo la vita.

— Non c'è che dire, rispose finalmente Lemm: tutto è calcolato, ma avremo quasi il cento per cento contro. E voi, Olga?