— Se vi avessero riconosciuto nella mia drioska!

Il principe sorrise intrepidamente.

— Ho nella Terza Sezione due alti funzionari, che mi debbono tutto: mi avrebbero già avvisato.

Appena rientrato nella battaglia, Loris aveva già ritrovato tutta la propria terribile elasticità.

— Nullameno la mia presenza qui è un errore. Non fate pompa inutile di coraggio, seguitò duramente tagliandogli la parola con un gesto: il compromettersi sarebbe per voi, che non voleste mai davvero la battaglia, un'imprudenza senza merito. Se Olga e Lemm saranno presi, Lemm forse confesserà: credo più al carattere di Olga. Essa è una di quelle sentimentali, che gustano nella morte la poesia del sacrificio. Quanto agli studenti, sono fanciulli chiacchieroni, che si salveranno forse per la loro poca importanza. È d'uopo provvedere; domani partirò per Pietroburgo.

— A che fare?

— Bisogna ritirare il deposito dal mio banchiere; è tutto il nerbo di guerra che ci rimane.

— Correreste un rischio inutile. Firmate uno chéque per un altro banchiere, farò io ritirare la somma.

— Siete sicuro di non arrischiare alcuno?

Il principe non rispose nemmeno: Loris seguitò: