Poi tutto quel bollore gli venne meno all'improvviso così che dovette appoggiarsi con una mano all'altare per non cadere. Il suo pensiero aveva invano esploso in quella chiesa; si mirò attorno come strabiliato. Perchè aveva dunque parlato? Adesso tutto era perduto.
Disse ancora con voce strozzata queste parole:
— Lo Czar è sopra di voi, Dio contro di voi.
Una settimana dopo la carrozza del vladika venne a prenderlo alla parrocchia.
Maria Alexewna dormiva. Egli non andò nemmeno nella camera a vederla; abbracciò Loris, mostrandosi calmo.
— Temi qualche cosa? questi gli disse, alludendo al discorso della domenica.
— No; bada bene alla mamma fino a sabato, quando tornerò.
Sopraggiunse Popiel, che pareva agitato. Nicola lo guardò senza rancore, l'altro non seppe che cosa dire; ma siccome Loris cominciava ad impazientirsi, Nicola invece di baciarlo gli strinse con uno sforzo supremo la mano.
Non ritornò più.
Si seppe che Nicola, quantunque ammalato, aveva dovuto fare tre ore d'anticamera fra i domestici del vescovado; quindi il vladika lo aveva ricevuto con terribile severità rinfacciandogli tutto, la sua vita, le tendenze rivoluzionarie, l'ultimo discorso in chiesa, minacciando finalmente di sconsacrarlo.