— Ma contro chi?

Due lagrime caddero lentamente per le guancie del ragazzo. Allora il principe gli propose di restare al castello; Tatiana gli sorrideva con simpatia. Egli in quel salotto sontuoso, il primo che vedesse, si sentiva già ammollire dal caldo.

Non pertanto reagì.

— Non farò mai il domestico.

— Eh! ragazzo mio, esclamò il principe con impazienza, avrai dei padroni ugualmente. Tu qui sarai libero, ti prendo per compagno di mia nipote: lo accetti, Tatiana?

Essa gli rispose con un bacio.

— Allora portalo via, e fallo vestire. Ho sempre avuti molti cani in casa, ma non intendo di tenervi dei lupi.

L'amicizia fra i due ragazzi si strinse presto.

Il principe divenne il loro professore.

Ma la dottrina di Loris da principio l'imbarazzò. Loris sapeva molte cose più di lui, il greco, l'antichità classica, conosceva quanto lui il tedesco, era già iniziato alla teologia. Il principe, volteriano, anche dopo che Voltaire era passato di moda, doveva talvolta retrocedere davanti alle terribili negazioni del ragazzo; quindi una mattina lo chiamò nel proprio gabinetto: