Madama d'Aubrivilliers punta da questa massima, nella quale sentiva un'allusione, ripeteva invariabilmente che la musica ingentilisce gli animi.

— Perchè dunque, esclamò una volta il principe impazientito, le donne così gentili non hanno mai saputo scrivere un pezzo di musica, che si possa ascoltare?

Neppure Tatiana vi faceva molti progressi per la troppa nervosità, che la rendeva spesso bisbetica e sgarbata con tutti. In quella vita al castello la noia diventava sovente assai greve; il principe, dopo essersi occupato de' suoi disegni agricoli, non sapendo più che cosa fare rimpiangeva la vita di Pietroburgo. Talvolta andava alle assemblee del zemstwo, ma ne ritornava sempre di malumore, perchè tutta quella gente non aveva un'idea in testa. Nell'inverno la nobiltà dei dintorni emigrava a Mosca o a Pietroburgo. Appena qualche volta un generale o un governatore passavano dal castello per presentare i proprî omaggi al principe, ma non essendovi altra donna che Tatiana, cui fare la corte, se ne andavano presto. Loris studiava nella biblioteca, Tatiana errava per le sale senza trovar modo di animarne il silenzio. La miglior distrazione erano le passeggiate a quattro cavalli nella slitta, con due altre slitte dietro, piene di domestici armati; ella faceva tenere le redini a Loris, e lanciavano i cavalli al più sfrenato galoppo. Poi a casa parlavano della neve bianca, infinita, del freddo e del silenzio. A giorni faceva ballare i numerosi servitori, accompagnando ella stessa sul pianoforte un cocchiere, che pizzicava la balaika. I domestici ballavano, cantando dei cori secondo il costume russo, ma erano danze lente e fredde quanto quel clima, con grandi inchini come nei saloni dell'alta società. Altre volte metteva madama d'Aubrivilliers al piano per ballare con Loris qualche valtzer, mentre il viso pallido le si colorava, e il suo naso fino ed imperioso batteva voluttuosamente.

Loris e Tatiana cominciavano a farsi grandi. Ma la posizione di Loris al castello era troppo buona momentaneamente per non destare invidia, e troppo indefinibile per non prestarsi ad umilianti interpretazioni. Egli si ribellava orgogliosamente a questa evidenza senza opporvi ancora alcuna risoluzione. Quanto resterebbe al castello? Come vendicherebbe suo padre? Ora tutte le sue idee ribelli parevano così assopite che nemmeno i giornali, tutti pieni di notizie sulle ultime imprese nichiliste, bastavano a ridestarle. Quella vita e quel lusso signorile lo compensavano di quanto aveva sofferto, lusingando tutti i suoi istinti. Il suo odio contro i ricchi si ammansava dinanzi a quel principe buono, che tutti i domestici amavano sinceramente, sebbene li facesse talvolta frustare malgrado la proibizione della legge; ma in questa crudeltà vi era piuttosto l'uso antico di una correzione corporale che una malvagità verso gli inferiori.

Tatiana ne rideva senza cattiveria.

Il vecchio principe, preso dalla manìa di fabbricare colle proprie mani modelli in legno di case agricole, aveva fatto venire da Veronege due falegnami, coi quali si chiudeva buona parte del giorno in uno stanzone al pianterreno. Madama d'Aubrivilliers, finite le lezioni di pianoforte e di francese con Tatiana, passava il tempo a leggere vecchi romanzi di cavalleria, che la facevano rivivere nel passato della propria famiglia feudale, lasciando la fanciulla a discutere di mode colle cameriere sartrici.

Ma intanto Tatiana diventava donna. Il primo abito lungo le fece un'impressione, della quale stentò a rinvenire, parendole di non essere più la medesima. Quindi corse da Loris a farsi vedere, girandosi e rigirandosi davanti a lui come una trottola.

— Ti piaccio più così, o come prima?

L'altro rimase pensieroso.

Le loro relazioni cangiavano insensibilmente di tono; ella tentava ancora tratto tratto di scherzare come pel passato, ma non era più possibile.