Egli era già presso il piccolo uscio a vetri, che dava nell'appartamento del principe.
Nell'anticamera trovò Andrea Ivanovich e Vaska.
— Andate dal principe, batouska? gli chiese colla sua voce buona il vecchio intendente: ci vado anch'io. Vaska vorrebbe domare i due morelli, figli di Gourko e di Letounia.
— Bisognerebbe aver già cominciato, intervenne Vaska battendosi con un grosso frustino sugli stivaloni molli, che gli strozzavano le corte gambe muscolose: ma il principe, non so perchè, teme che si sciupino.
Loris ebbe un'impressione di ghiaccio a questo discorso così semplice: Andrea Ivanovich notò il suo turbamento.
— Che cosa avete, batouska?
Ma stavano già sull'uscio del gabinetto; era impossibile indietreggiare.
— Avanti, rispose il principe alla piccola battuta di Vaska.
Il gabinetto era vivamente illuminato.
— Che cosa vuoi? si volse il principe a Loris, vedendolo dietro i due servi. Era seduto allo scrittoio ingombro di carte; la sua sottile veste da camera, di seta azzurro cupa, era aperta sul petto lasciando vedere il bianco della camicia. Stava senza berretta.