Il suo disegno, non ancora ben chiaro, era d'impadronirsi di Tatiana. L'indomani mandò Topine dallo stregone per sapere notizie del castello. Questi, che vi aveva qualche aderenza nel servidorame, fu largo d'informazioni: il vecchio principe, declinando sempre più, non usciva che di rado in carrozza con madama di Aubrivilliers e Andrea l'intendente. Tatiana era stata lungamente ammalata, e proprio uno stregone, non egli, l'aveva guarita. Ora brillava di salute e di bellezza.
Dal principio della primavera si era data a percorrere le campagne con Vaska, cacciando e correndo sempre a cavallo. Era l'ammirazione di tutti. Qualche volta usciva sola sopra un alto baio, incredibilmente secco e leggero, un cavallo inglese, del quale lo stregone parlava con disprezzo.
Adesso erano in visita al castello le contessine Oglobine.
Lo stregone promise di andare al castello; tre giorni dopo recò altre notizie. L'indomani, nel pomeriggio, le signorine attraverserebbero la foresta per recarsi allo stagno di Asok; Tatiana monterebbe il suo cavallo inglese, le contessine la seguirebbero su due morelli russi. Ma Tatiana aveva detto segretamente con Vaska, che le perderebbe a mezzo la foresta, prendendo il sentiero degli androni per giungere prima allo stagno.
Loris da tre giorni nascosto in quella tana, ove Topine gli portava i viveri dal villaggio per mezzo di Sevastianucko, concepì tosto l'agguato. Era sicuro di Topine. Lo Strannik non aveva che due vizî, la vodka e le donne; pel resto si poteva fidarsene a tutta prova. La notte usciva spesso dalla tana per andare al villaggio di Twer, dove aveva più di un'amica, e ne ritornava quasi sempre ubbriaco. Loris l'interpellò bruscamente:
— Andrai subito a Kourlak da Elia Mitolka, il fabbro; comprerai dieci metri di filo di ferro del numero cinque. Se torni ubbriaco ti spacco la testa, gli disse mostrandogli una piccola rivoltella.
La faccia di Loris era fosca.
— Che c'è, barine?
— Domani tenteremo la prima vendetta; ne va della nostra vita.
Topine eseguì puntualmente la commissione.