— Ti senti male? gridò il principe con voce spaventata, lanciandosi verso di lei.
Loris rimase impassibile.
Tatiana, che realmente si era sentita salire nel cervello come, una nebbia, ebbe un gesto elegantissimo di smarrimento; poi si rinfrancò, e reagendo con bruscheria sopra sè stessa tornò a sdraiarsi sulla lunga poltrona presso il principe.
Loris non aveva ancora fumato, il principe gli offerse l'astuccio delle sigarette.
— La principessa potrebbe soffrirne, e la sua voce era sempre così dura.
Tatiana abbassò il capo, ma riprendendo dalle mani del marito l'astuccio glielo presentò aperto colla più squisita cortesia.
— Fumate pure, la mia malattia non può più inasprirsi pel fumo di una sigaretta.
— Siete davvero ammalata?
Ella lo guardò con una attonitaggine quasi spaventata, tanto le pareva insultante quel dubbio in bocca sua.
— Le signore sanno ammalarsi con così poco e così a tempo, che spesso esigono di non essere credute.