Aveva appena pronunciate queste parole, che De Nittis entrò: tutti gli si volsero col viso come illuminato, ma egli non strinse la mano che alla contessa Ginevra.

—Bice?—chiese premurosamente.

—È nella sua camera.

—Lamberto è venuto da me.

—Tornato da Roma!—gridò quasi il dottore, alzandosi.

Giorgi e Prinetti avevano circondato De Nittis, la contessa Maria smise d'incrociare i ferri.

—Mi ha lasciato ora: domani verrà da Bice.

—Che cosa vi ha detto?—domandò la contessa Ginevra.

De Nittis sorrise:

—Voi lo sapete, senza dubbio, quanto me; il ragazzo ha trovato più di un nobile accento.