Giorgi e Prinetti smisero di giuocare.
—Soffrendo molto, l'uomo arriva a comprendere la necessità del dolore,—intervenne questi.—Vedete la schiavitù, questa fase inevitabile della educazione: bisognava che il padrone, a forza di frugare nello schiavo, vi ritrovasse una coscienza invincibile, e che questi, resistendo, gli desse la vera misura delle forze umane. L'uomo non si è educato altrimenti. Ho visto sui mercati dell'Africa centrale tutti gli schiavi rassegnati, quasi indifferenti alla loro sorte; è la prima tappa.
—Solo il cristianesimo potrà redimerli,—disse la contessa Ginevra.
Ma il dottore protestò:
—E coloro che saranno morti prima di questa redenzione?
—Saranno morti come tutti gli altri, secondo i disegni di Dio,—ribattè la contessa Maria alzando la sua faccia quasi maschile, dalla quale trapelava un raggio dell'anima.—Dinanzi a lui siamo tutti egualmente colpevoli, ma quelli lo sono meno, senza dubbio, ai quali non ha voluto rivelarsi.
—La fede, la fede….—mormorò il dottore non convinto.
—Quella che voi trovate in tutti i moribondi,—disse finalmente Giorgi.—Haydn pregava prima di scrivere; ecco perchè il mondo crederà sempre alla sua musica.
La contessa Ginevra, che faceva la calza lentamente, mentre la contessa Maria andava in fretta come un piccolo telaio, osservò improvvisamente:
—Anche De Nittis tarda stasera.