—Ma che cos'ha?

—È innamorata,—intervenne la vecchia Rosa.

Tutti si volsero.

—Te lo ha confessato, Rosa.

—Gli occhi….—replicò la vecchia con accento strano:—quelli di sua madre!

Ma dovettero troncare il discorso, perchè Bice rientrava.

L'indomani il dottore andò a trovare De Nittis. Evidentemente la fanciulla era innamorata di qualcuno al disotto di lei, poichè non ne aveva lasciato trapelar nulla, e solo la vecchia Rosa nella sua chiaroveggenza di nutrice se ne era accorta. La contessa Ginevra, spaventata dalle apprensioni del dottore, dichiarò subito di non opporsi a qualsiasi matrimonio, fidando in Bice per la onorabilità della scelta: per un istante avevano pensato ad un rinnovellamento della sua passione fanciullesca per Lamberto, che appunto in quei giorni aveva scritto alla contessa Ginevra per annunziarle le proprie nozze con una signorina romana, ma la perfetta indifferenza di Bice a quella notizia non poteva essere simulata.

—Sono già partite?—chiese De Nittis.

—Sì, quando vuoi che andiamo a trovarle? Tu le farai il discorso; anche per la rottura con Lamberto non si confidò che a te.

De Nittis non tentò nemmeno di resistere. Quest'ufficio, assegnatogli dal suo stesso ascendente spirituale su Bice, diventava l'inevitabile prova del suo amore per la donna! Perchè ricusarvisi?… Anzitutto avrebbe dovuto tradire il proprio segreto col dottore, che ne avrebbe certo risentito una cattiva impressione, poi la logica stessa della passione l'attirava a questo cimento col fascino irresistibile dei grandi dolori.