—Pare impossibile che voi, contessa, non abbiate dovuto accorgervi di nulla!
—Come avrei fatto? Ditemelo dunque. Anche il professore, che è stato a Roma con noi otto giorni, non ha saputo scoprir nulla,—ella rispose piccata.
De Nittis, nel terrore che quei due si rivolgessero ancora per chiedergli un altro consiglio, si sentiva negli occhi lo stesso sforzo di pianto, pel quale Bice aveva dovuto fuggire precipitosamente dal salotto. Quindi una speranza insensata di poter cedere all'amore per impedirle di morire, gli si levava raggiando dal cuore: perchè dinanzi al mistero della passione anche questa volta la ragione non si ritirerebbe ammutolita?
Ma il dottore inquieto si disponeva già a salire da Bice.
—Dove andate?—interrogò la contessa Ginevra.
—Ella sola può trionfare di sè stessa,—soggiunse De Nittis:—tutta l'esperienza degli altri è senza valore per un'anima, che si trova dinanzi ad una nuova strada.
—Con questo tuo spiritualismo ne ho visto parecchie delle anime cascare nel fosso e rompersi l'osso del collo.
—Credi che i tuoi consigli lo avrebbero impedito loro?
—A più di una certamente.
Pochi minuti dopo ridiscese ingrugnito perchè Bice non lo aveva ricevuto. Allora la contessa Ginevra non avrebbe voluto lasciarli partire per non rimanere sola con Bice in casa, ma con tutta la migliore volontà essi non avrebbero potuto mancare così agli obblighi della loro professione a Bologna; poi era meglio, per il momento, non irritare di più la fanciulla.