—Lo so, ma di chi la colpa se non ho la forza di soddisfarli?

—Ti pare dunque così difficile vivere?

—Mi avete pure sempre detto che la vita è una lotta, nella quale vi debbono essere necessariamente dei vinti? Io lo sono stata sino dalla nascita.

Il dottore aveva tentato indarno di farla parlare ancora, poi se ne era andato più triste di prima. Al momento della partenza Bice lo incaricò dei saluti per tutti, meno che per De Nittis: il dottore non confidò questa prova che cinque giorni dopo alla contessa Maria.

—Non ha mai ricordato De Nittis durante la vostra visita?

—No.

Quella sera la contessa Maria osservò attentamente De Nittis, meravigliandosi di non aver prima notato il grande cambiamento avvenuto in tutto il suo essere. Quella bella serenità spirituale, che lo rendeva quasi giovane, era scomparsa: adesso era veramente vecchio, colla faccia piena di ombre e la persona stanca, che si appoggiava istintivamente su tutto. Quando parlava la sua voce aveva dei toni bassi, nei quali le parole si affondavano come sembra talora degli uccelli migranti, laggiù, nelle ombre della sera.

—Professore,—gli disse profittando di un momento, in cui le era seduto vicino, e il dottore e la contessa Ginevra non avrebbero potuto udirla:—credete anche voi che Bice sia innamorata?

—Come non crederlo?—cercò di rispondere evasivamente.

—Allora il suo dolore deve dipendere dal non essere amata.